BIBLIOTECA TEATRALE



AUTORE

Originale

TITOLO

GENERE

CAST

Attori

Attrici

Copione

De Filippo, Eduardo Questi fantasmi! Commedia

13

8 U. 5 D.Copione online


Eduardo De Filippo

Tra i talenti più grandi del Novecento italiano trova posto un autore-attore napoletano: Eduardo De Filippo (1900-1984), figlio naturale di Eduardo Scarpetta. De Filippo è uno dei massimi attori italiani, insieme al fratello Peppino (1903-1980) e alla sorella Titina (1898-1963).
Debutta bambino nel 1904 e quando interrompe gli studi ginnasiali il padre lo obbliga a ricopiare testi teatrali: è la sua palestra da drammaturgo. Nella compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta, dove rimane fino al 1930 insieme al fratello Peppino, scrive il suo primo atto unico, Farmacia di turno (1920). Nel 1922 scrive e dirige Uomo e galantuomo; nel 1929 è autore dell'atto unico Sik Sik l'artefice magico. Con Peppino e Titina fonda nel 1931 la compagnia Teatro Umoristico I De Filippo. È il periodo di Natale in casa Cupiello (1931) e del debutto al cinema. Due anni dopo i rapporti tra Edoardo e Peppino si deteriorano, fino allo scioglimento della compagnia. Nel 1945 Eduardo scrive Napoli milionaria. Nasce la Compagnia di Eduardo con cui vanno in scena nel 1946 Questi fantasmi e Filumena Marturano. Seguono Le bugie con le gambe lunghe (1947) La grande magia (1948), Le voci di dentro (1948), La paura numero uno (1951) e Il sindaco del Rione Sanità (1962).
Nel 1973 viene rappresentato Gli esami non finiscono mai e nello stesso anno, all'Old Vic di Londra Sabato, domenica e lunedì (1959) con la regia di Franco Zeffirelli.
Nel 1981 Eduardo viene nominato senatore a vita. Il suo teatro attraversa cinquant'anni di storia italiana. le commedie sono solidamente ambientate nella famiglia della piccola e media borgjesia, portatrice di una rabbia che non arriva mai all'eccesso, ma sconfina al massimmo nella follia. I temi di verità, menzogna, ipocrisia sono al centro dell'opera: dinanzi alle colpe, agli errori e all'ingiustizia eduardo asusme un atteggiamento di denuncia ora con mezzi teatrali (la magia, il gioco, il trucco), ora con un'analisi approfondita dei caratteri di scena.

Fonte: Ilaria Godino, Tutto - Teatro, De agostini, Novara, settembre 2010


Lingua originale napoletano

Genere commedia

Prima assoluta 7 gennaio 1946

Luogo Teatro Eliseo di Roma

Regia Eduardo De Filippo

Pubblicata in «Cantata dei giorni dispari» Einaudi 1951

Trasmessa in TV febbraio 1956, regia di Eduardo, Vieri Bigazzi, Alberto Gagliardelli

Successo

Dopo il debutto trionfale «Il successo si ripete a maggio a Milano e due mesi dopo al Politeama di Napoli: "Dagli archi dei palchetti e dal parapetto del loggione gli spettatori sgorgavano fuori come la spima della birra dalle labbra del "Mass". Se dicessi che ho sentito "integralmente" la commedia mentirei, tanti erano i boati di risa e di battimani, che ogni poco spandevano sulle battute degli attori lunghe nubi di opacità.» (A. Savinio, Hanno votato per loro i santi,«Corriere della sera», 4 luglio 1946).
Dal 1946 al 1951, la commedia viene ridata dalla compagnia quasi ogni anno in tutta Italia. [...] Nel 1954 Eduardo dirige il film omonimo. [...] Il 7 giugno del 1955 lo spettacolo debutta a Parigi al Teatro Sarah Bernhardt in occasione del Festival Internazionale d'Arte Drammatica. Nel 1956 ancora a Parigi al Vieux Colombier, va in scena Sacrès Fantômes, per la regia di Eduardo, con Herny Guisol e Rosy Varte. È comunque la prima commedia eduardiana messa in scena all'estero da altri intrepreti: Buenos Aires, Teatro El Nacional, 1947. [...]
Nel 1962 Eduardo porta in tournée in Polonia, Ungheria, Austria, Urss, Questi fantasmi! (insieme a Filumena Marturano, Il Sindaco del Rione Sanità, Il berretto a sonagli).

Anna Barsotti, EDUARDO DE FILIPPO Cantata dei giorni dispari, Einaudi, Torino 1954-2011


QUESTI FANTASMI!

Trama

La luce fioca di una candela illumina lo stanzone d'ingresso di un appartamento che si intuisce molto grande. Il "guardaporte", il portinaio Raffaele fa strada con la luce di una candela a dei facchini che stanno con grande fatica portando nell'appartamento pesanti suppellettili. I facchini stanno per tornare al pianterreno per portare gli altri mobili ma Raffaele, dopo aver in fretta aperto dei finestroni che illuminano lo stanzone, impedisce loro di scendere. Preferisce attendere l'arrivo dell'inquilino Pasquale Lojacono e, mentre aspetta, rubacchia dalle ceste quello che gli può essere utile.

Finalmente arriva Pasquale con una gallina stretta sotto il braccio, ormai morta soffocata, e con nelle mani una gabbietta con un canarino e un fascio di ombrelli. Pasquale si lamenta di avere aspettato inutilmente i facchini dabbasso ma Raffaele li giustifica dicendo che è stato lui a trattenerli per la paura di rimanere solo.

Pasquale si meraviglia dell'eccessiva paura del portinaio ma questi gli racconta che quel palazzo è molto antico, risale alla dominazione spagnola di Napoli quando il grande di Spagna, Rodriguez Lòs Deriòs (come pronuncia Raffaele), che aveva "odorato il fieto del miccio", che cioè aveva capito che sua moglie lo tradiva, si mise "appiattolato" (si appostò di nascosto) e sorpresi i due amanti li aveva fatti murare vivi nella stessa stanza dove avevano fatto la "schifezza". E come se non bastasse, racconta Raffaele, la sua stessa sorella, Carmela, aveva visto un fantasma e da quel momento era diventata canuta e "scema".

Pasquale comincia a preoccuparsi e a guardarsi intorno impaurito.
Prima di tornare nella portineria, Raffaele riferisce quanto è stato incaricato dai proprietari di dire al nuovo inquilino. Soggiornerà a titolo gratuito nel grande, antico appartamento, ma a delle condizioni: dovrà fare il giro dei sessantotto balconi attirando l'attenzione dei vicini battendo tappeti, cantando e ridendo, di modo che la gente non creda più che il palazzo sia infestato dai fantasmi.
Pasquale accetta tutte le strambe condizioni, anche a costo di sembrare matto: questa è l'ultima occasione per cambiare la sua vita e quella di sua moglie. Decide perciò di rimanere nonostante i fantasmi: vuole trasformare l'appartamento in una pensione e in questo modo sistemare la sua ormai critica situazione economica e riconquistare la stima e l'amore di sua moglie Maria.

Nel frattempo i facchini hanno portato un grande armadio che hanno sistemato nell'ingresso e se ne sono andati. Pasquale lascia la stanza d'ingresso per parlare con sua moglie, nel frattempo sopravvenuta.
Nella stanza d'ingresso, ormai vuota, si aprono cigolando i battenti del grande armadio dal quale esce un giovane che mette su un tavolo un mazzo di fiori e un pacchetto che apre tirandone fuori un pollo arrosto che sistema in un piatto: ciò fatto se ne ritorna nell'armadio.
Pasquale rientrato nella stanza nota i fiori e chiede alla moglie se è stata lei a portarli, ma lei nega ed allora pensa che evidentemente i fantasmi lo abbiano preso in simpatia portandogli dei regali di benvenuto.

In realtà il "fantasma" benefico è Alfredo, sposato e con figli, divenuto l'amante di Maria: si è nascosto nell'appartamento per convincere la donna a lasciare Pasquale. Alredo intende "consolare" il marito di lei fornendogli, nelle vesti di fantasma, il denaro di cui ha bisogno per arredare la sua pensione e avviare la sua nuova attività.

Mentre Maria e Alfredo, uscito nuovamente dall'armadio, stanno parlando, torna Lojacono allontanatosi di casa per comprare delle candele. Nella penombra Pasquale scorge Alfredo che, con mosse lente e studiate esce dalla stanza sparendo, con un ultimo inchino di saluto allo stupefatto e terrorizzato Pasquale convinto di aver incontrato un fantasma buono.

La commedia prosegue con la scena di Pasquale che, tranquillamente seduto sul balcone, sta chiacchierando con il pettegolo professore dirimpettaio, Santanna (descritto nella presentazione dei personaggi della commedia come «anima utile ma che non compare mai»), spiegandogli come basti poco per essere felici: così come lo è lui quando può bersi un caffè da lui stesso preparato con cura.

Le cose non vanno bene per Lojacono, nonostante i generosi aiuti del benefico "fantasma" nessuno ha ancora frequentato la sua pensione.

Proprio di questo egli sta discutendo con sua moglie che gli chiede se si sia mai chiesto da dove provengono quei soldi con cui ha potuto affrontare le prime spese. Pasquale sostiene che non gli importa, egli vuole vivere bene e non si fa domande su chi paghi. La moglie, convinta che il marito sappia della sua relazione, e faccia finta di niente, è ormai decisa a lasciarlo.

Pasquale, invece, crede veramente nell'aiuto extraterreno ed ora è sempre più disperato perché il fantasma buono sembra averlo, senza ragione, abbandonato non facendogli più trovare denari in una tasca di una giacca.

Pasquale gli tenderà allora una trappola per sorprenderlo e chiedergli quanto ha bisogno. Fingerà di partire, ma invece si nasconderà sul balcone.

Il suo piano avrà effetto: sorprenderà Alfredo venuto per fuggire con la sua amante. Pasquale l'implora di aiutarlo e di non abbandonarlo altrimenti perderà tutto ma soprattutto sua moglie che ama profondamente. Alfredo si commuove e, convinto della ingenua buona fede di Pasquale, gli lascerà sul tavolo, annunziandogli la sua definitiva scomparsa, un fascio di denari con i quali era intenzionato a pagare la sua fuga con l'amante a cui ha ormai rinunciato.

Pasquale, invasato dalla gioia, contando i biglietti di banca e mostrandoli al professor Santanna - che naturalmente assisteva alla scena sul balcone di fronte - lo ringrazia per avergli suggerito lo stratagemma della finta partenza, e gli dice: «Mi ha lasciato una somma di denaro... però dice che ha sciolto la sua condanna... che non comparirà mai più... Come?... Sotto altre sembianze? È probabile. E speriamo...»

Fonte: wikipedia






Curiosità dalla rete

Discussione sulla traduzione di "Questi fantasmi" di Eduardo De Filippo con DERECHO A FANTASMA, versione spagnola di Jaime De Armiñán e messa in scena di Fernando Fernán Gómez

Studio di Loreta de Stasio, Universidad del País Vasco (Vitoria – Gastéiz)
(leggi il pdf online)

Eduardo De Filippo l'uomo e l'arte della commedia

Chi è Pasquale Lojacono?

È un personaggio ambiguo e pirandelliano quello di Pasquale Lojacono, uomo squattrinato che spera di ritrovare con la moglie la tenerezza e l’entusiasmo dei primi tempi, offrendole agio e benessere, e che vede nel denaro proprio lo strumento per non far svanire l’amore tra lui e la moglie. Eroe ed antieroe al tempo stesso. Il suo è un personaggio moderno e contraddittorio, una creatura a più dimensioni. Innamorato o cinico? Uomo innocente che crede davvero ai fantasmi o approfittatore che chiude gli occhi di fronte alla generosità dell’amante della moglie? Pasquale Lojacono è l’uno e l’altro contemporaneamente e allo spettatore non è dato giungere ad una riposta certa neppure dopo il dialogo tra Pasquale e la moglie, quando questa, esasperata dalla situazione, affronta il marito per fargli confessare di sfruttare l'adulterio, ma si sente solo ribattere la convinzione dell’uomo dell’esistenza di un fantasma benevolo.

In questa commedia dolce-amara, le cose non sembrano quel che sono; nel gioco imprevedibile e complesso dei sentimenti, nell’alternarsi di luce e d’ombra, di farsa e tragedia, i fatti messi in scena non risolvono i dubbi che lo spettatore si pone in relazione al carattere e alle reali intenzioni dei personaggi.

Pasquale Lojacono sublima la realtà: scambia l'amante della moglie per un fantasma che gli fornisce benessere, soldi e agiatezza. Eduardo riesce a superare se stesso, il retaggio della tradizione e le sue stesse esperienze di scrittura fino ad allora collaudate. La tecnica della farsa, lo scambio delle persone - ci si riferisce all'ipotetico fantasma ma si parla, in realtà, dell'amante della moglie - l'utilizzo di un vasto repertorio attorico per creare le varie situazioni (la sceneggiata di Armida, i dialoghi con il portiere, il racconto della visione dei fantasmi di Carmela), il mondo dei valori piccolo borghesi dove alla famiglia si contrappone un unico personaggio esterno, a rappresentare "gli altri" (il dirimpettaio, professor Santanna, "anima utile che non si vede"), l'ansia di trovare al di là di questa realtà una soluzione, tutto si mescola in un gioco perfetto nell'incastro e nell'equilibrio.

La domanda che tutti si pongono dopo aver visto Questi fantasmi è: Pasquale Lojacono crede veramente nell'esistenza degli spiriti che infestano la sua casa e nella benevolenza che questi gli mostrano facendogli continui regali? O, piuttosto, il nostro protagonista è un gran furbacchione che sta sfruttando la situazione per trarne vantaggio?
La domanda non ha risposta. Alcuni elementi presenti nella trama di Questi fantasmi (il terrore che dimostra nell'ascoltare lo "spirito" di Armida, la moglie di Alfredo, o l'accorata confessione finale a quest'ultimo) farebbero propendere per la sua buona fede.
Altri elementi farebbero pensare però il contrario: in particolare l'espressione di Pasquale nell'ultimissima scena, quando racconta al Professor Santanna cosa è successo e dichiara di sperare in un ritorno dello spirito.

Anche l'introduzione di Questi fantasmi nella versione televisiva del 1962 farebbe pensare alla mala fede del protagonista; Eduardo infatti ci dice: "Pasquale Lojacono i fantasmi li vede; il benessere di natura equivoca che egli raccoglie in casa, soldi e beni, per lui sono risorse ultraterrene e si costruisce una coscienza civica. Se si ha una moglie bella è necessario credere nei fantasmi!".

Fonte: napolidieduardo.blog

Personaggi

Pasquale Lojacono (anima in pena)

Maria, moglie di Pasquale (anima perduta)

Alfredo Marigliano, amante della moglie (anima irequieta)

Armida, moglie di Alfredo (anima triste)

I due piccoli Mariglaino (anime innocenti)

Raffaele, il portire (anima nera)

Carmela, sorella di Raffaele (anima dannata)

Gastone Califano, fratello di Armida (anima libera)

Il Professor Santanna (anima utile, ma non compare mai)

Copione

Il web mette a disposizione il copione nella versione italiana su vari siti. Ad esempio: napolidieduardo.blogspot

clicca qui

Torna su

ARCHIVIO RAI - Questi fantasmi!

In caso di problemi di visualizzazione vai a: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ec77472f-88fb-4a25-b270-02aebf725a24.html

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z